Cuore Tranquillo · Scheda clinica
Potassio e pressione alta: l'unico minerale con un claim UE
Il potassio è l'unico minerale a cui l'Unione europea permette di associare una frase sulla pressione arteriosa: «Il potassio contribuisce al mantenimento di una normale pressione sanguigna», voce ID 321 del registro dei claim. In 23 studi randomizzati su 1.213 persone con ipertensione la supplementazione ha ridotto la massima di 4,25 mmHg e la minima di 2,53 mmHg. L'OMS indica almeno 3,5 g al giorno, e li indica dal cibo. Chi assume ACE-inibitori o sartani non dovrebbe aggiungerne per conto proprio, perché in quella combinazione il potassio in eccesso tende ad accumularsi nel sangue.
Il potassio in cinque numeri
Perché il potassio è un caso a parte
Il potassio è l'unico minerale per cui esiste un'indicazione sulla pressione autorizzata dalla normativa europea. Il testo è fissato dal Regolamento (UE) 432/2012 e suona così: «Il potassio contribuisce al mantenimento di una normale pressione sanguigna». La stessa valutazione EFSA del 2010 ha autorizzato per il potassio altre due frasi, sul normale funzionamento del sistema nervoso e sulla normale funzione muscolare.
Nel registro europeo le indicazioni autorizzate che parlano di pressione sono tre in tutto, e conviene sapere quali. Oltre al potassio ci sono gli alimenti a basso contenuto di sodio o a contenuto ridotto («la riduzione del consumo di sodio contribuisce al mantenimento di una normale pressione sanguigna») e la coppia EPA-DHA degli omega-3, ammessa dal Regolamento (UE) 536/2013 ma solo per prodotti che forniscono 3 g al giorno dei due acidi grassi insieme, una quantità che nessun integratore da banco raggiunge con una capsula.
Il confronto con il resto della categoria è netto. Il claim del magnesio sulla pressione (ID 366) è stato respinto per prove insufficienti, mentre aglio, biancospino e melissa non compaiono affatto nel registro, perché la valutazione europea delle piante non è mai stata chiusa.
C'è però una condizione d'uso che cambia il significato di tutto. L'indicazione può essere impiegata soltanto per un alimento che sia almeno «fonte di potassio» secondo l'allegato del Regolamento (CE) 1924/2006. È una frase pensata per il cibo, non per una capsula ad alto dosaggio.
E dice esattamente ciò che dice, cioè mantenimento di valori normali. Non riduzione di valori alti, non terapia, non alternativa a un farmaco. Un'etichetta in regola può scrivere quella frase e restare lontanissima da quello che serve a chi ha 160 di massima.
Mantenere non è abbassare.
Di quanto scende la pressione negli studi
La stima più solida disponibile è una riduzione media di 4,25 mmHg di massima e 2,53 mmHg di minima rispetto al placebo. Viene dalla meta-analisi di Poorolajal e colleghi pubblicata su PLoS One nel 2017, che raccoglie 23 studi randomizzati — 9 a gruppi paralleli e 14 crossover — su 1.213 partecipanti.
Chi c'era dentro conta quanto il numero. Gli studi inclusi arruolavano persone con ipertensione essenziale già diagnosticata, cioè con massima pari o superiore a 140 mmHg e minima pari o superiore a 90 mmHg, e duravano almeno 4 settimane. Le persone con pressione normale non erano l'oggetto della ricerca.
| Che cosa è stato misurato | Risultato |
|---|---|
| Massima, confronto con placebo | −4,25 mmHg (IC 95% da −5,96 a −2,53) |
| Minima, confronto con placebo | −2,53 mmHg (IC 95% da −4,05 a −1,02) |
| Massima, variazione rispetto al valore di partenza (8 studi su 23) | −8,89 mmHg (IC 95% da −13,67 a −4,11) |
| Sottogruppo dei trial europei | −4,56 mmHg (IC 95% da −6,51 a −2,62) |
| Dosi usate nei trial | da 6 a 200 mmol al giorno |
| Effetti indesiderati riportati | 2 studi su 23, disturbi lievi in proporzioni simili al placebo |
Sulla dose gli autori dicono due cose diverse. Dividendo i trial in dose bassa (sotto 50 mmol al giorno), media (50-99) e alta (da 100 in su) compare un andamento crescente; la meta-regressione, che è il test più severo, non trova però nella dose — né nella durata, né nell'età — una spiegazione delle differenze fra studi. Prendere di più non garantisce di scendere di più.
La conclusione testuale degli autori resta la misura giusta. Impatto modesto ma significativo, buon profilo di sicurezza, utile come agente antipertensivo aggiuntivo.
Aggiuntivo, appunto.
Quanto potassio serve e da dove si prende
L'OMS raccomanda agli adulti almeno 90 mmol di potassio al giorno, pari a circa 3,5 g, e li riferisce all'alimentazione, cioè a frutta, verdura e legumi. Da quella equivalenza si ricava anche il cambio di unità che serve per leggere gli studi. Una mmol di potassio vale circa 39 mg, e le dosi usate nei trial (6-200 mmol) corrispondono grosso modo a 0,2-7,8 g al giorno.
Ecco quanto potassio contiene ogni 100 g di alimento, secondo la banca dati del Dipartimento dell'agricoltura statunitense.
| Alimento (100 g) | Potassio |
|---|---|
| Albicocche secche | 1.162 mg |
| Fagioli bianchi lessati | 561 mg |
| Patate al forno con la buccia | 535 mg |
| Avocado | 507 mg |
| Spinaci lessati | 466 mg |
| Passata di pomodoro senza sale | 439 mg |
| Lenticchie lessate | 369 mg |
| Banana | 358 mg |
| Yogurt magro bianco | 234 mg |
Due conti con questi valori. Una banana da 120 g porta circa 430 mg, un ottavo della quota OMS. Per arrivare a 3,5 g servono più fonti nello stesso giorno — 200 g di patate al forno, 150 g di fagioli, 100 g di spinaci, una banana e 30 g di albicocche secche fanno circa 3.150 mg, e non bastano ancora.
Il secondo lato della bilancia è il sodio, e gli italiani ne mangiano troppo. La rilevazione ISS 2018-2019 ha misurato 9,5 g di sale al giorno negli uomini e 7,2 g nelle donne, contro il tetto OMS di 5 g, e dentro quel limite rientra solo il 9% degli uomini e il 23% delle donne. Gli autori della meta-analisi del 2017 ricordano che il rapporto sodio/potassio della dieta è più strettamente associato alla pressione di quanto non lo sia ciascuno dei due minerali preso da solo, e che il potassio alimentare agisce favorendo l'eliminazione del sodio con le urine.
Per il quadro completo di che cosa mettere nel piatto — dieta DASH compresa, che da sola vale 3,2 mmHg di massima in 30 studi randomizzati — c'è la pagina sugli alimenti che agiscono sulla pressione.
Integratori di potassio: che cosa cambia rispetto al cibo
La differenza fra capsula e piatto non è la molecola, è il ritmo. Il cibo che porta potassio porta con sé anche fibra e acqua, e non arriva mai tutto insieme; una compressa consegna una quota concentrata in pochi minuti. La normativa segue la stessa linea, visto che l'indicazione autorizzata è agganciata agli alimenti che sono almeno «fonte di potassio» e non alle dosi elevate.
Restano due situazioni in cui l'integratore ha senso, ed entrambe passano dal medico. Una è la carenza documentata da un esame del sangue, l'altra è una terapia che fa perdere potassio, come alcuni diuretici. Fuori da lì la strada breve resta il piatto. Il confronto con gli altri ingredienti, compreso il minerale con il claim respinto, è nelle pagine integratori per la pressione e magnesio e pressione alta.
L'iperkaliemia è un eccesso di potassio nel sangue, e nasce quasi sempre da un rene che non riesce più a smaltirlo. Diversi farmaci contro la pressione riducono proprio quella eliminazione: ACE-inibitori, sartani, diuretici risparmiatori di potassio, inibitori diretti della renina e alcuni antinfiammatori non steroidei. Aggiungere potassio dall'esterno, in quella condizione, significa riempire una vasca con lo scarico parzialmente chiuso.
Non è una nicchia. Secondo il Rapporto OsMed 2023 dell'AIFA i farmaci per ipertensione e scompenso cardiaco sono la categoria più consumata in Italia, con 373,6 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, e gli ACE-inibitori sono la singola classe con il consumo più alto (80,5 dosi ogni 1.000 abitanti). Nel 2023 il 26,8% degli italiani ha usato farmaci di questa categoria, con punte al Sud e nelle Isole (28,6%).
Quanto è probabile che succeda davvero? Uno studio del 2021 su Cardiovascular Therapeutics ha misurato un'incidenza dello 0,5-0,9% con gli ACE-inibitori e dello 0,8-2,1% con i sartani, senza differenza statistica fra le due classi. La media, però, nasconde due mondi.
| Condizione | Quanto aumenta il rischio |
|---|---|
| Creatinina sopra 1,2 mg/dL | da 7,3 a 35,1 volte, secondo la soglia considerata |
| Insufficienza renale cronica | da 5,7 a 9,2 volte |
| Filtrato glomerulare sotto 60 mL/min/1,73 m² | 13 volte rispetto a un filtrato sopra 90 |
Nello stesso lavoro l'iperkaliemia moderata era fissata sopra 5,5 mEq/L e quella grave sopra 6,0 mEq/L.
La parte scomoda è che l'iperkaliemia, all'inizio, non si sente. Non produce un sintomo riconoscibile che permetta di accorgersene in tempo, e intanto può alterare in modo grave il ritmo del cuore. Non esiste un campanello d'allarme da ascoltare. Esiste un valore da leggere in un prelievo, la potassiemia, di solito insieme a creatinina e filtrato glomerulare.
Va detto anche il rovescio. Nei 23 studi della meta-analisi del 2017 non è stato registrato nemmeno un caso di iperkaliemia, e i disturbi comparsi in 2 studi su 23, su 428 pazienti, erano lievi e comparivano in proporzioni simili nei due gruppi: nel braccio potassio dolore addominale in 15 persone, alterazioni dell'alvo in 14, gonfiore in 12, contro 8, 15 e 6 nel braccio placebo. Quegli studi però escludono per disegno chi ha insufficienza renale o una politerapia complessa, cioè proprio chi rischia di più fuori dai trial.
Chi non deve decidere da solo
- terapia con ACE-inibitori o sartani, le classi più diffuse contro l'ipertensione
- diuretici risparmiatori di potassio o inibitori diretti della renina
- malattia renale cronica, filtrato glomerulare ridotto o creatinina elevata
- uso regolare di antinfiammatori non steroidei
- qualsiasi combinazione delle precedenti, che moltiplica invece di sommare
In tutti questi casi la domanda da portare al medico è una sola e concreta. Qual è la mia potassiemia adesso, e come funzionano i miei reni.
Sostituti del sale: lo stesso potassio, senza dose scritta
I sostituti del sale, venduti come sale iposodico o sale dietetico, sostituiscono una parte del cloruro di sodio con cloruro di potassio. Sulla carta muovono entrambe le leve nella direzione giusta, cioè meno sodio in ingresso e più potassio, proprio il rapporto che secondo la letteratura conta più dei due minerali presi separatamente.
Il problema è che nessuno sa quanto ne sta usando. Un integratore dichiara i milligrammi per dose; la saliera no. La quantità dipende da quanto sala la persona che cucina, e cambia ogni giorno.
Un numero però esiste, e non viene dalla meta-analisi sul potassio in capsule. Lo studio SSaSS, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2021, ha seguito per quasi cinque anni 20.995 persone di 600 villaggi cinesi, tutte con un ictus alle spalle oppure oltre i 60 anni e con la pressione alta: sostituendo il sale comune con una miscela al 75% di cloruro di sodio e 25% di cloruro di potassio, gli ictus sono scesi da 33,65 a 29,14 ogni 1.000 anni-persona e i decessi da 44,61 a 39,28. Gli eventi avversi gravi attribuiti all'iperkaliemia non sono aumentati (3,35 contro 3,30 ogni 1.000 anni-persona). È il dato più solido della categoria, e riguarda una popolazione anziana e ad alto rischio cardiovascolare, non la generalità di chi cucina.
Da qui due conseguenze concrete. I 4,25 mmHg della meta-analisi non si possono attribuire al sale iposodico, perché quel lavoro ha escluso esplicitamente i trial condotti con sali arricchiti di potassio. E chi prende ACE-inibitori, sartani o diuretici risparmiatori di potassio, o ha una funzione renale ridotta, sta assumendo potassio in quantità ignota proprio mentre lo elimina peggio del normale.
Per chi ha i reni in ordine e non prende quei farmaci, il sale iposodico resta un modo ragionevole di ridurre il sodio. Per tutti gli altri è una decisione clinica travestita da scelta di supermercato.
Se una lettura da 180/110 mmHg in su — il confine dei valori molto elevati nell'ESC 2024 — si presenta insieme a dolore o peso al petto, respiro che manca, confusione, parola impastata, un braccio o una gamba che cedono, vista offuscata o un mal di testa mai così forte, la questione non è più la dieta: si chiama il 112. In gravidanza e nei giorni dopo il parto bastano meno numeri e più sintomi — cefalea che non passa, disturbi visivi, dolore sotto lo sterno — per fare la stessa telefonata.
Con un valore alto e nessun disturbo l'interlocutore è invece il medico di famiglia, in giornata o nei giorni successivi.
Dove il potassio smette di essere un consiglio
Il perimetro è la letteratura. I numeri misurati negli studi, le dosi impiegate, la frase che la normativa europea autorizza in etichetta, il potassio contenuto negli alimenti comuni e le combinazioni di farmaci in cui il minerale diventa pericoloso.
Oltre quel perimetro comincia il tuo caso, e lì contano tre dati che nessuna pagina possiede, cioè la tua potassiemia, i tuoi farmaci e la tua funzione renale. La domanda «posso ridurre le pastiglie» appartiene per intero a quel territorio.
Ha un destinatario solo, ed è il medico che ti segue.
Perché non indichiamo quanti milligrammi prendere
Perché la stessa quantità di potassio è irrilevante per una persona e pericolosa per un'altra, e la differenza non si vede da fuori, si legge in due valori di laboratorio che noi non abbiamo. Suggerire milligrammi senza sapere che farmaci prendi e come filtrano i tuoi reni sarebbe una scorciatoia comoda per noi e rischiosa per te.
Per lo stesso motivo non elenchiamo marchi di integratori di potassio. Gli studi citati qui sono stati fatti con sali di potassio a dose nota in condizioni controllate, non con i prodotti sullo scaffale. Appiccicare il risultato di una meta-analisi a una confezione sarebbe un salto logico, non una recensione.
Fonti 10
- Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, elenco delle indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, versione italiana consultata su EUR-Lex l'8 settembre 2026 — potassio: «Il potassio contribuisce al mantenimento di una normale pressione sanguigna» (ID 321), più le voci su sistema nervoso e funzione muscolare; parere EFSA 2010;8(2):1469; condizione d'uso legata alla dicitura «fonte di» dell'allegato al Reg. (CE) 1924/2006. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32012R0432
- Registro UE delle indicazioni sulla salute, PDF ufficiale della Commissione europea, consultato l'8 settembre 2026 — potassio ID 321 «Authorised», magnesio ID 366 «Non-authorised», nessuna voce per aglio, biancospino e melissa. https://ec.europa.eu/food/food-feed-portal/backend/claims/files/euregister.pdf
- Poorolajal J, Zeraati F, Soltanian AR et al., «Oral potassium supplementation for management of essential hypertension: A meta-analysis of randomized controlled trials», PLoS One, 2017, DOI 10.1371/journal.pone.0174967 — 23 studi, 1.213 partecipanti, massima −4,25 mmHg, minima −2,53 mmHg, dosi 6-200 mmol/die, sottogruppo europeo −4,56 mmHg, change-score −8,89 mmHg su 8 studi, esclusione dei trial con sali arricchiti di potassio, raccomandazione OMS di 90 mmol/die. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5395164/
- Jun HR et al., «Onset of Hyperkalemia following the Administration of ACE Inhibitor or Angiotensin II Receptor Blocker», Cardiovascular Therapeutics, 2021, DOI 10.1155/2021/5935149 — incidenza 0,5-0,9% e 0,8-2,1%, moltiplicatori di rischio per creatinina, insufficienza renale ed eGFR, soglie 5,5 e 6,0 mEq/L. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7943268/
- Rapporto OsMed 2023 sull'uso dei farmaci in Italia, AIFA, sintesi ufficiale Epicentro-ISS — 373,6 DDD/1.000 abitanti die per pressione e scompenso, ACE-inibitori 80,5 DDD, 26,8% della popolazione nel 2023, 28,6% al Sud e Isole. https://www.epicentro.iss.it/farmaci/rapporto-osmed-2023
- Istituto Superiore di Sanità, Progetto Cuore, programma Minisal-GIRCSI — consumo di sale in Italia 2018-2019: 9,5 g/die negli uomini e 7,2 g/die nelle donne, contro il tetto OMS di 5 g; sotto i 5 g solo il 9% degli uomini e il 23% delle donne. https://www.cuore.iss.it/prevenzione/progettominisal
- Filippou CD, Tsioufis CP, Thomopoulos CG et al., «Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH) Diet and Blood Pressure Reduction in Adults with and without Hypertension», Advances in Nutrition, 2020, DOI 10.1093/advances/nmaa041 — 30 studi randomizzati, 5.545 partecipanti, massima −3,2 mmHg. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7490167/
- USDA FoodData Central, banca dati SR Legacy del Dipartimento dell'agricoltura statunitense, interrogata l'8 settembre 2026 — potassio per 100 g: albicocche secche 1.162 mg (173941), fagioli bianchi lessati 561 mg (175203), patate al forno con buccia 535 mg (170111), avocado 507 mg (171706), spinaci lessati 466 mg (168463), passata di pomodoro senza sale 439 mg (170460), lenticchie lessate 369 mg (172421), banana 358 mg (173944), yogurt magro 234 mg (170886). https://fdc.nal.usda.gov/
- Neal B, Wu Y, Feng X et al., «Effect of Salt Substitution on Cardiovascular Events and Death», New England Journal of Medicine, 2021;385(12):1067-1077, DOI 10.1056/NEJMoa2105675 (studio SSaSS, NCT02092090) — 20.995 partecipanti in 600 villaggi cinesi, follow-up medio 4,74 anni, sostituto del sale 75% NaCl / 25% KCl: ictus 29,14 contro 33,65 per 1.000 anni-persona (rate ratio 0,86; IC 95% 0,77-0,96), eventi cardiovascolari maggiori 49,09 contro 56,29 (0,87), morte per ogni causa 39,28 contro 44,61 (0,88), eventi avversi gravi da iperkaliemia 3,35 contro 3,30 (rate ratio 1,04; IC 95% 0,80-1,37). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34459569/
- Regolamento (UE) n. 536/2013 della Commissione, che modifica il Reg. (UE) 432/2012 — aggiunge fra le indicazioni autorizzate «DHA and EPA contribute to the maintenance of normal blood pressure», utilizzabile solo per alimenti che forniscono un apporto giornaliero di 3 g di EPA e DHA. Testo del regolamento letto il 9 settembre 2026 (EUR-Lex, CELEX 32013R0536; copia integrale consultata su legislation.gov.uk/eur/2013/536/adopted). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32013R0536
Domande frequenti
Quanto potassio serve al giorno?
Quanto potassio serve al giorno?
L'OMS indica per gli adulti almeno 90 mmol al giorno, circa 3,5 g, e li riferisce all'alimentazione. Per farsi un'idea delle proporzioni, una banana da 120 g porta circa 430 mg, 150 g di fagioli lessati circa 840 mg, 100 g di spinaci lessati circa 470 mg. Servono più fonti nello stesso giorno, non un singolo alimento simbolo.
Mangiare banane fa scendere la pressione?
Mangiare banane fa scendere la pressione?
Nessun singolo alimento fa scendere la pressione da solo, e la banana non è neppure il cibo più ricco di potassio, con 358 mg per 100 g, meno di patate (535 mg), fagioli bianchi lessati (561 mg) e albicocche secche (1.162 mg). Nei 23 studi randomizzati sul potassio la massima è scesa in media di 4,25 mmHg, ma con sali di potassio a dose controllata, non con la frutta.
Come faccio a sapere se per me il potassio in più è un rischio?
Come faccio a sapere se per me il potassio in più è un rischio?
Da due esami del sangue. Servono la potassiemia, cioè il potassio nel sangue, e gli indici di funzione renale, creatinina e filtrato glomerulare. Con filtrato sotto 60 mL/min/1,73 m² il rischio di iperkaliemia risulta 13 volte più alto rispetto a un filtrato sopra 90, e con creatinina sopra 1,2 mg/dL cresce da 7,3 a 35,1 volte. È una valutazione che si fa con il medico, non a occhio.
Il sale iposodico è più sicuro del sale normale?
Il sale iposodico è più sicuro del sale normale?
Dipende dai reni e dai farmaci. Il sale iposodico contiene cloruro di potassio al posto di parte del cloruro di sodio, e insieme al sodio in meno porta potassio in più, ma in una quantità che nessuno misura. Per chi assume ACE-inibitori, sartani o diuretici risparmiatori di potassio, o ha una funzione renale ridotta, è potassio aggiunto senza dose dichiarata, e va concordato con il medico.
Il potassio può sostituire i farmaci per la pressione?
Il potassio può sostituire i farmaci per la pressione?
No. Gli autori della meta-analisi del 2017 lo definiscono un agente antipertensivo aggiuntivo, non alternativo, e i 4,25 mmHg misurati sono una media di gruppo su terapie di almeno 4 settimane. In Europa la frase autorizzata parla di mantenimento di valori normali, non di riduzione di valori alti, e i farmaci si modificano solo con chi li ha prescritti.